In un tempo dominato dall’esposizione continua e dalla performance permanente, Eclissi suggerisce che il vero gesto sovversivo non sia l’eccesso, ma la sottrazione. Non la fuga, ma la permanenza. Non la fine del rapporto, ma la sua rifondazione consapevole. La riscrittura diventa così un atto vivo, un processo che non conserva ma trasforma, capace di riattivare il passato per interrogare il presente.

La realtà virtuale è il cuore di questa esperienza. Girato interamente in video sferico a 360° e progettato per visori VR, Eclissi colloca lo spettatore dentro la scena, rendendolo testimone invisibile e presenza sensibile. Non esiste più distanza tra chi guarda e ciò che accade: lo spazio si apre in tutte le direzioni, il suono ambisonico guida la percezione, e ogni sguardo diventa una scelta personale. La visione non è più frontale, ma immersiva. Non si assiste a una storia, la si abita.

Realizzato a Roma con il sostegno del Mic e di SIAE  nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, Eclissi esplora la realtà virtuale come nuovo spazio drammaturgico, in cui il linguaggio teatrale e quello cinematografico si fondono in una forma inedita. Il risultato è un’opera che ridefinisce il concetto stesso di spettatore e dimostra come la tecnologia immersiva possa diventare uno strumento poetico di riscrittura, capace di restituire al presente la possibilità di una luce nuova.

SCHEDA TECNICA

Durata: 50 minuti

Produzione: Sprixar srl.

Regia: Gianni Parrella

Supervisione artistica: Fabio Morgan

ECLISSI

Eclissi è un’opera immersiva in realtà virtuale che nasce da un gesto di riscrittura radicale: non riprodurre il passato, ma attraversarlo per aprire nuove possibilità di senso. Liberamente ispirato a Orgia, il testo teatrale di Pier Paolo Pasolini, il progetto diretto da Gianni Parrella trasforma una visione segnata dalla distruzione in un’esperienza orientata alla rigenerazione. Là dove Pasolini raccontava la fine, Eclissi immagina un nuovo inizio.

L’opera si svolge nell’arco di una sola notte, all’interno di una camera da letto sospesa nel vuoto. Due attori sono convocati per provare proprio Orgia, ma il processo di riscrittura si rivela presto qualcosa di più profondo: le parole smettono di essere testo e diventano esperienza, detonatore di una crisi reale. La finzione si incrina, il teatro si dissolve nella vita, e ciò che emerge è una domanda urgente e contemporanea: cosa significa oggi scegliere davvero l’intimità, la presenza, il legame?